01 febbraio 2006 - Intervento
In questi ultimi mesi sono accadute diverse cose importanti che ci devono far riflettere.
Per prima la nuova legge elettorale e il ricorso sempre più frequente alle primarie per scegliere i candidati del Centrosinistra nelle varie realtà elettive.
Io credo che la forte partecipazione dei cittadini alle diverse elezioni primarie nazionali e locali dimostri come i cittadini non vogliano essere dei vassalli o delle comparse ma desiderino partecipare concretamente e attivamente a scelte che li riguardano direttamente. Questo atteggiamento che si sta consolidando evidenzia chiaramente i limiti della nuova legge elettorale approvata recentemente dal Governo Berlusconi la quale blinda dall'alto ciascuna lista proprorzionale. Il che è esattamente il contrario di ciò che, sempre con maggior forza e consapevolezza la gente chiede e si aspetta dalla politica.
In questo quadro risulta particolarmente interessante e utile il rapporto Eurispes pubblicato alcuni giorni fa il quale evidenzia in particolare una serie di dati e prospettive negative riguardanti il futuro del nostro Paese. Ad emergere chiaramente è anche l'ampia fase di cambiamento sociale e politico degli ultimi anni, caratterizzata dalla crisi delle ideologie e dall'affermazione delle leadership personalizzate nonché, da una sempre maggiore attenzione ai temi che riguardano il ruolo delle autonomie locali, del territorio, dei distretti industriali.
Come ha dichiarato più volte il professor Giuseppe De Rita, è sul territorio che si formano interessi e identità collettive; è sul territorio che si attua la qualità della vita, la voglia di vivere bene dalla quale oggi dipende buona parte del consenso sociale; è sul territorio che si può richiamare la responsabilità di tutti - imprese, enti locali, cittadini - e rilanciare lo sviluppo; è sul territorio che si verificano spostamenti importanti di voti.
E' sul territorio in sintesi che si fa sempre più politica e si può operare il suo cambiamento.
Sorprende quindi che tali cambiamenti vengano percepiti in modo chiaro dalla gente, molto meno da parte delle forze politiche nazionali e locali.
Infatti con leggi nazionali sono stati imposti tagli finanziari importanti per la programmazione delle attività scolastiche; altro che riforma della scuola!
Con leggi finanziarie nazionali è stato imposto il blocco delle assunzioni negli enti locali, nonché, con le norme che riguardano il patto di stabilità, sono stati imposti pesanti paletti alla programmazione e agli investimenti i quali avranno serie ripercussioni negative sullo sviluppo delle attività dei Comuni in primo luogo.
Con la nuova legge elettorale inoltre è stata tolta la possibilità ai partiti locali, ma soprattutto ai cittadini ed elettori, di poter scegliere direttamente un candidato di propria fiducia. Si è dimenticato in sostanza come, negli anni '90, dopo Tangentopoli e la pesante crisi politica e dei partiti, il punto di riferimento per i cittadini siano diventati principalmente proprio gli enti locali, i sindaci, i presidenti di provincia. Tali enti di primo e diretto contatto con i cittadini per la soluzione di numerosi problemi quotidiani hanno imparato infatti, prima e meglio di altri, soprattutto il modo corretto di gestire la cosa pubblica entro bilanci corretti ed equilibrati rispetto a risorse disponibili chiaramente definite.
Come ultima considerazione sui dati Eurispes, per quanto riguarda la nostra regione è opportuno dire che nell'era della globalizzazione e delle battaglie per la competitività, è quantomai necessario puntare sulla qualità dei prodotti e sulla capacità di adattarli in tempi rapidi alle mutevoli sensibilità delle comunità locali. Bisogna quindi assumere delle decisioni incisive e rilevanti per dare certezza di sviluppo all'intero sistema economico, alle comunità e, attraverso tali azioni, trasmettere messaggi di fiducia e serenità.
Il documento regionale sull'economia presentato tempo fa dall'assessore Bertossi è un punto di partenza importante ma è opportuno che tutte le forze politiche, amministrative, sociali ed economiche diano il loro contributo per renderlo operativo.
Non è più tempo infatti per giocare, come avviene troppo spesso, scaricando le responsabilità sugli altri. Ognuno deve affrontare in modo serio i propri impegni: solo così saremo in grado di offrire una nuova prospettiva alla nostra regione e al nostro paese, prospettiva di cui tutti oggi sentiamo urgente bisogno.
Il sindaco
Vittorio Brancati