31 gennaio 2006 - Riscaldamento più basso: entra in vigore il decreto ministeriale
Entra domani in vigore (mercoledì 1 febbraio) il decreto del ministro delle Attività produttive relativo alle restrizioni nella temperatura e durata del riscaldamento degli ambienti, resesi necessarie a causa della diminuzione della fornitura di gas naturale a livello internazionale.
La temperatura degli ambienti, sia abitativi sia di lavoro, definita per legge, divide gli edifici in varie tipologie e stabilisce la temperatura massima per ciascuna tipologia, oltre a indicare la durata massima dell’accensione quotidiana dell’impianto di riscaldamento per ciascuna delle zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Di norma la temperatura massima ammessa negli ambienti è di 18 + 2 gradi centigradi di tolleranza per tutti gli edifici di tipo E8 (edifici adibiti ad attività industriali, artigianali ed assimilabili), mentre è di 20 + 2 gradi di tolleranza per tutte le altre tipologie di edifici, mentre il periodo massimo di accensione degli impianti di riscaldamento per la fascia climatica a cui appartiene Gorizia è di 14 ore al giorno.
Alla luce di quanto prescritto dal nuovo decreto, la temperatura massima dovrà quindi diminuire di un grado rispetto al limite massimo indicato, quindi si potranno avere 17 + 2 gradi negli insediamenti produttivi 19 + 2 gradi in tutte le altre tipologie di edifici.
Sono esclusi dall’applicazione della nuova norma gli edifici di tipo E1 (edifici adibiti ad albergo, pensione e similari), E3 (edifici adibiti a ospedali, case di cura e assimilabili), E6 (edifici adibiti ad attività sportive), E7 (edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili, ivi compresi gli asili nido), che potranno mantenere la temperatura massima di 20 + 2 gradi.
Dovrà inoltre essere diminuito il numero di ore in cui è acceso il riscaldamento, che non dovrà essere superiore a 13 ore giornaliere.
La temperatura di una abitazione si calcola in termini di media aritmetica delle temperature misurate nei singoli locali secondo quanto prescritto nelle norme tecniche. In pratica per misurare la temperatura in ogni singolo locale è necessario utilizzare un termometro schermato posto al centro del locale in cui si vuole effettuare la misura, a una altezza di 1,5 m dal suolo. I valori ottenuti in ogni singolo locale devono essere sommati, e il risultato ottenuto deve essere diviso per il numero dei locali. Il numero che si ottiene è la temperatura media dell’edificio, e, se è superiore a 18 + 2 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali ed assimilabili oppure a 20 + 2 gradi per tutte le altre tipologie di edifici, dovranno essere adottati accorgimenti per ridurla.